Professionisti

offerte di lavoro ed annunci di lavoro @ cicero

Rino de Rienzo

OFFERTA VOLUME "LE CARAMELLE DI SAN GIUSEPPE " DI RINO DE RIENZO

Il mio racconto "Le caramelle di San Giuseppe" e le mie poesie della raccolta "La città perduta" offro ad euro 10,00 per copia.e "I racconti del Tenente Kolombo" ad euro 5,00. Prego !









"" La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda; e come la si ricorda per raccontarla agli altri. ""

( da "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Marquez )

"Le caramelle di San Giuseppe " è un racconto da me scritto quasi di getto verso la fine degli anni '80.

Non mi sono mai preoccupato di proporlo ad una qualche casa editrice né di presentarlo ad uno di quei pseudo-concorsi letterari dei cui annunci e proclami son pieni, periodicamente, giornali e riviste. Le prime difficilmente accettano o addirittura "leggono" il racconto o il romanzo; i secondi sono miseri palliativi atti a soddisfare la presunzione culturale e la vanità di scrittorucoli da quattro soldi che, tronfi e pettoruti, compaiono, di tanto in tanto, su notiziari di scarto di giornaletti locali. Il tutto, però, condito da più o meno abbondanti elargizioni di tasse per le spese di organizzazione e di segreteria del concorso, che vanno ad impinguare i conti correnti di astuti imbonitori. Questi pseudo-scrittori, - manco a dirlo, spesso medici o anche avvocati che, anziché aggiornare le proprie conoscenze nei campi di pertinenza scientifica e giuridica, tralasciando queste ultime, si piccano di "scrivere" banalità e stronzate in ciò gratificati da condiscendenti amici e giornalisti di quarta serie - sono come la polvere della bilancia di biblica memoria; spazzati via dal tempo, giustiziere di vani tentativi di ruggiti evidenziatisi, al contrario, come penosi miagolìi da cortile. Una patacca di cartapesta dorata con relativa menzione d'onore costituisce la consacrazione di pedisseque esercitazioni ( il )letterarie oggetto di compiacenti "critici d'arte" dell'ultim'ora.

Ma come si dice ? " Chi si contenta gode ! "

Si sa che la nostra beneamata Patria è una terra di santi, navigatori, poeti e scrittori. Sono queste due ultime categorie a pullulare, fastidiose, nel panorama microculturale di paesi e paesini d'Italia. Li trovi dappertutto. S'infilano in associazioni, pro-loco, redazioni di giornali, come topi. Sono i "Don Ferrante " di manzoniana memoria. A questi si aggiungono roboanti "critici d'arte" che si affannano a scopiazzare chilometri quadrati di pagine relative ad opere di poeti, scrittori, pittori, scultori di chiara fama; estenuanti elucubrazioni intellettualistiche tipiche di scopiazzatori e invasori di altrui terreni culturali che nascondono la voglia impotente di essere a loro volta scrittori, poeti, pittori o scultori. Privi di un minimo di originalità non sanno, lor signori che, come ha scritto Cesare Pavese nel suo "Mestiere di vivere", " i grandi scrittori sono come i grandi amanti: hanno i coglioni duri !" Scrivere un grande racconto, mantenere il ritmo narrativo per centinaia di pagine, simile a cerchi concentrici provocati da un sasso gettato nell'acqua stagnante del conformismo e dell'arroganza culturale, è quanto di più difficile, faticoso e sofferto si possa immaginare. Ne è un modestissimo esempio questo mio lavoro: "Le caramelle di San Giuseppe" che, forse immeritatamente, ha riscosso un enorme successo, sia pure nel ristretto ambito cittadino stante la impossibilità di propagazione nelle inesplorate terre della grande editorìa.

Pubblicherò a parte, su questo stesso mio sito lettere di entusiastici e sinceri consensi di amici, colleghi, personalità della cultura e conoscitori dell'arte del bello scrivere. Come tutte le cose di questa nostra madreterra anche questo libro e la mia stessa persona non potevano sottrarsi alla sotterranea e meschina invidia di chi, in un'opera d'arte, vede sminuito il proprio presunto valore culturale. Amico ! tu non sai che la vera, la grande cultura è la creatività, categoria che raccoglie in sé la sedimentazione de "la commedia umana", quotidiana protagonista della vita di tutti. Chi possiede il dono di penetrare nei meandri di essa commedia è un predestinato, un "grande", un vero, genuino scrittore. "A chi ha sarà dato; a chi non ha sarà tolto pure quel "poco" che ha !".

Da " LA PROVINCIA SANNITA " rivista della Provincia di Benevento - Anno XXI - nuova serie - N. 1 / 2001:

LE CARAMELLE DEI RICORDI

Tra ricostruzione storica ed evocazione di un mondo di affetti privati si snoda una saga familiare sullo sfondo di un fiume e di un rione.

----------------------------------------------

di Guido Rampone

"Le caramelle di S.Giuseppe" di Rino de Rienzo non è una saga o una sagra: non è neppure un racconto.

E' un libro vario, organico, psicologico, dove sono presenti uno spaccato antropologico, il senso della microstoria, della cultura, della quotidianità ed una sofferta dimensione di senso.

Lo esplicita, chiaramente, il titolo "Le caramelle di S.Giuseppe", dove sono racchiusi l'unità dei significati, degli eventi, delle emozioni, dei sentimenti, dei ricordi e il dato incontrovertibile che nella civiltà della fretta, della velocità, delle tensioni, l'uomo "currens" ha bisogno di sostare, di ritrovare nella paura se stesso.

Rino de Rienzo lo sa , ma la motivazione di fondo è invisibile, non chiara forse allo stesso Autore, il quale tenta di rifugiarsi nell'infanzia per ritrovare il tempo che fu. Lo trova, come redivivo Proust, nell'arte, in un analitico, paziente lavoro autobiografico.

Egli ha scritto la sua biografia senza indulgere in marcate forme di soggettività o di ripiegamento su se stesso.

Ha scritto una biografia storica ed ha tradotto, in un particolare lavoro di introspezione psicologica, sia il senso dell'unità e della molteplicità, sia un universo di discorso essenziale ed esistenziale.

Nel titolo del libro c'è tutto l'inconscio cognitivo, individuale, sociale, culturale, storico dell'Autore: scrive e testimonia una fitta rete di ricordi, personaggi, parenti, amici. E' una ragnatela di relazioni. Dal nucleo di una famiglia numerosa, patriarcale, si dipartono innumerevoli ramificazioni a tal punto che, talvolta, frenano la dinamicità degli eventi. Ma è solo un'impressione perché de Rienzo è dotato di sensibilità interiore ed espressiva.

Con abilità descrittiva, analitica fissa il ricordo nella bellezza di una situazione interamente ed intensamente vissuta e rivissuta. Rino ricostruisce il suo passato, assembla, unisce nella religione degli affetti e dei ricordi il sentimento, le emozioni di vero credente, di innamorato della bellezza e della vita.

L'impulso autoespressivo nel ricordare genitori, parenti, amici è senza dubbio riuscito, ma al di là dell'intenzione c'è qualcosa di sottile, di profondo che appartiene ai frammenti di luce, di umanità di ogni uomo e dello stesso Autore.

Nel titolo del libro non è rappresentata solo l'evocazione, la descrizione dei ricordi ma anche e soprattutto l'energia cosmica creativa divina che muove l'uomo e l'altre stelle. Il Santo tanto venerato da Rino è l'indice della sua fede, della sua elevata spiritualità.

Nel Santo egli coglie le gocce d'infinito, dell'amore della vita, i segni dell'eternità, i motivi di confessione, serenità e liberazione.

"Le caramelle di San Giuseppe" non sono il semplice modo di riconoscere, gratificare un comportamento buono, un'azione ben fatta ma sono, invero, un ancoraggio per trovare e ritrovare sempre l'unità dello spirito.

In questo senso la narrazione diventa essenziale ed esistenziale: luce che si esprime nelle unità più piccole dell'esistenza di una cultura vivente in una città storica quale grappolo di rioni.

Tra questi grappoli giganteggia il rione Scherilli dove de Rienzo ha conosciuto la sua fondamentale matrice cognitiva ed umana.

Giganteggia perché le unità strutturali di un tempo ( famiglia, scuola, chiesa ) trovavano nel rione le radici di un vero ecosistema formativo, fatto di dialogo faccia a faccia, aiuto reciproco, cultura del vicinato.

A questo punto bisogna considerare, al di là di ogni stereotipìa sociale , che non si tratta né di familismo amorale né di anticultura, ma di una cultura vivente costruita nell'interazione uomo-piante-animali così come si è via via delineata nella storia della biosfera. Con questa sensibilità sociale ed umana occorre percorrere e ripercorrere il cammino a ritroso ed umano di Rino, tuffarsi nel rione Scherilli e vivere, rivivere una positiva esperienza d'immersione totale nella galleria del tempo che fu.

Tutti coloro che hanno vissuto un'esperienza di prima mano a tu per tu con il fiume Calore, che hanno partecipato alle sassaiole rionali, che hanno amato un cane come Schicchi ed hanno seguito non solo l'insegnamento dei nonni, dei genitori, degli amici, ma anche quello dei personaggi tipici di un tempo, sanno bene che il rione era una realtà vivente.

E' stato un disastro per l'Umanità distruggere , polverizzare le comunità organiche, la cultura di popolo.

Quante "balle" sono state scritte all'insegna di falsi maestri e quanti luminari fedeli interpreti di un narcisismo assoluto o di sterili fondamentalismi, si spingono e presumono di spingere l'umanità alle soglie o nelle spire del nulla eterno.

"Le caramelle di San Giuseppe" sono, in tal senso, l'espressione dell'infanzia come eterno messìa , il vero rifugio in un mondo da riscoprire e da rivitalizzare; esse illuminano lo stile di vita dei nonni, dei genitori, dei fiumaroli, dei monelli del quartiere Scherilli.

Per l'unità organica del rione la guerra, le guerre sono un delitto storico, perché provocano morti, distruzioni a catena e poi il Duce, Hitler sono i gladiatori della cultura della sofferenza, della civiltà della morte e della paura.

Nel rione c'è la testimonianza vivente dell'uomo multidimensionale, il quale puo' esprimere la sensibilità creativa in modo organico. Il mandolino, la chitarra, l'ascolto delle canzoni, il cinema, il teatro, il teatrino, i fumetti, fatti e leggende sono un utile riferimento di mediazione culturale, etico-sociale. Non manca la descrizione emotiva delle invenzioni tecniche: La "Vespa", la Lambretta, il Mosquito danno l'ebbrezza della velocità, ma nell'inconscio sociale, culturale, morale del Nonno, c'è la fedeltà al passato, dove l'impareggiabile grammofono non può essere sostituito dal fonografo elettrico.

Il rione Scherilli rappresenta l'esempio vivente della continuità storica nel contesto di una comunità di tre generazioni modellate sul linguaggio dei vivi e dei morti. Rino porta dentro di sé, a Lesina, ciò che è sedimentato nell'inconscio.

Rino ha scritto un bel libro perché ha saputo ritrovare, riscoprire nella religione dell'organico la vera radice dell'uomo.

In questo senso si qualifica un libro propositivo, problematico, perché invita il lettore a pensare in modo comparativo-storico e a calarsi in una visione della vita ispirata e incentrata alla logica del vivente.

Bisogna sentire nell'ansia di vivere il vero senso dell'organico: "il mondo reale, in altre parole, è il mondo che abbiamo sempre conosciuto nell'arte e nella religione: un mondo di prospettive cosmiche e di profondità personali, un mondo di valori e di finalità, di forme e di significati, creato dalla vita per superare e trascendere la vita stessa".

Condividi 

Aggiungi un commento

Devi essere membro di Professionisti per aggiungere commenti!

Partecipa a questo social network

Rino de Rienzo Commento da Rino de Rienzo su 5 Novembre 2009 a 10:32
'A Lucià, che tu non "compri" i miei racconti e poesie nun me ne frega un kazzo ! ! !
Commento aggiornato al 5 november 2009.
Primiano Commento da Primiano su 29 Maggio 2009 a 18:39
Non contradditelo, fate come dice, puo' essere pericoloso. Conosco bene il tipo!
Rino de Rienzo Commento da Rino de Rienzo su 8 Maggio 2009 a 23:39
Vorrei anche aggiungere che da buon napoletano sono un po' superstizioso. Quando, di buon mattino, inizio il mio peregrinare di piacere a bordo della mia Ford Mondeo 2000 benzina 16 vv, mi capita di imbattermi in un gattaccio che mi traversa la strada, provo una certa inquietudine. Queste "Edizioni Il Gattaccio" mi lasciano, quindi, un po' perplesso. Propongo a Sartirana di cambiare la predetta denominazione in "Edizioni Il Cagnaccio". Mi sembra più consono ! In quel caso potrei decidere di affidare qualche mia opera a queste "Edizioni" ringhiose preferibili al petulante miagolio di un gattaccio dal pelo irto e dal carattere accidioso ! !
Giordano Ghiraldini Commento da Giordano Ghiraldini su 20 Aprile 2009 a 14:50
Grazie per la risposta e buon lavoro!

Giordano Ghiraldini
Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) Commento da Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) su 20 Aprile 2009 a 8:25
Banissimo!

Non vedo l'ora di leggere le sue prossime pubblicazioni.
Ne approfitto per augurarle una buona settimana.

Guido Mastrobuono
Rino de Rienzo Commento da Rino de Rienzo su 19 Aprile 2009 a 22:47
Ringrazio tutti lor Signori dei buoni consigli che, in parte, mi rinfrancano dal contegno offensivo del Sartirana il quale, a sua volta, non si è preso la briga di scusarsi e quindi stabilire un normale rapporto sulla base di scambi critici a proposito ad es. delle mie poesie o di quei racconti del Tenente Colombo che, posso assicurare, hanno ottenuto esilaranti successi e procurato grande divertimento presso numerosissimi lettori. Ma è chiaro che ciò non puo' essere la regola per cui è anche normale che altri non condividano quel tipo di racconto. Ma nessuno, credo, dovrebbe poter manifestare disprezzo verso una sia pur infima opera letteraria ricorrendo a forme del tutto acritiche nel merito di scritti e poesie sempre frutto di una nostra personale, rispettabile humanitas.
Distinti ossequi ai miei due esimi interlocutori mentre mi riprometto, nel prossimo futuro, di tralasciare forme di contrapposizione con persone che rifuggono da una sana e proficua discussione di carattere artistico e non.
Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) Commento da Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) su 19 Aprile 2009 a 9:54
Carissimi tutti,

lo spirito del sito che vorrei creare implica che ognuno di noi venga qui nella speranza di promuovere il proprio lavoro e di conoscere partner con cui inseguire nuove occasioni.

Per mia esperienza diretta, le liti generano un istante di elevata attenzione seguito da un inevitabile oblio il quale è dovuto al fatto che la gente, la quale torna a casa la sera dopo aver lavorato duramente, vuole leggere una bella poesia e non ulteriori polemiche.

Sartirana ha sbagliato, se non vuole leggere le poesie del sig.De Rienzo doveva tenerlo per sè e rispettare il fatto che magari, a gente come me, fa piacere leggerle.

Anche la sua reazione, Sig. De Rienzo, rischia di farle perdere la simpatia dei lettori e, di conseguenza, le suggerisco di evitare di perdere le staffe o, se capita, quando si calma, di non esitare a togliere interventi che danneggino Lei ed il sito.

Detto questo, in questo sito, lei sarà sempre accettato come è.

Continui a pubblicare e, se vuole darmi retta, non risponda mai con rabbia e si limiti a cancellare i commenti maligni che potranno apparire sui suoi Blog.
Vedrà che coloro che li fanno (i quali vanno in cerca di una sua reazione) ci rimarranno molto peggio e la lasceranno perdere.

Le auguro una buona domenica

Guido Mastrobuono
Giordano Ghiraldini Commento da Giordano Ghiraldini su 19 Aprile 2009 a 2:35
Sig. Rino de Rienzo,
nella sua pagina è presente un link al suo sito http://www,rinoderienzo.com (che però lei dovrebbe correggere sostituendo la virgola dopo il "www" con un punto, altrimenti non funziona).

Se non sbaglio questo link è stato inserito al momento dell'iscrizione, cioè giorni prima della comparsa di alcuni suoi racconti su questo blog. Lo so perché io stesso sono entrato in quel momento nel suo sito per dare un'occhiata a quanto pubblicato. Quindi può darsi che il sig. Sartirana abbia fatto altrettanto, per leggere le sue opere in maniera più approfondita. Credo che lei questo non possa escluderlo.
La lamentata laconicità (che lei definisce brutale e altezzosa) non giustifica il suo ricorso a frasi offensive, al limite del turpiloquio. Solo a quelle mi sono riferito dicendo che degradano il sito.
Quando le avrà eliminate allora potremo ritrovarci nell'ambito dell'amichevole rispetto cui lei fa cenno.

Grazie per l'attenzione.

Giordano Ghiraldini
Rino de Rienzo Commento da Rino de Rienzo su 18 Aprile 2009 a 10:24
Sig.Ghiraldini,
so bene come in "questa" Italia le consorterie di intellettuali, che sono la peggior disgrazia che possa capitare alla cultura di più ampio respiro, siano sempre coeve fra di loro e chi tenta di porvi rimedio viene subito tacciato magari di "sovversivo". Soltanto poche ore dopo dalla comparsa sul blog di alcuni miei racconti ho letto una dichiarazione da parte di quel Sartirana, che nella sua brutale laconicità appariva veramente offensiva e pregna di un'alterigia e di una burbanzosa sicumera che non trova alcun riscontro nè potrebbe trovare consensi nell'anima e nella mente di una qualsiasi persona educata e misurata nell'appioppare giudizi e sentenze contro chicchessia. Quello, di alcune decine di miei racconti e di un centinaia e oltre di mie poesie, a distanza di poche ore, dichiarava, senza mezzi termini, che i miei racconti erano "tra le "cose" più noiose che aveva mai letto" ! Quindi non li avrebbe pubblicati ! Il tutto senza che si peritasse dall'aggiungere una sia pur breve nota critica a giustificazione di cotanta demolitrice sentenza. La mia, poi, è stata una risposta garbata e rispettosa alla quale il tizio non ha ritenuto di rispondere, a sua volta, non dico con delle scuse ma per lo meno con un rinnovato tono di amichevole cortesia. Ho sempre pensato che chiunque tenti la disperata impresa di "comunicare" emozioni e sentimenti attraverso la pagina scritta meriti nun minimo di rispetto; ed un libro o anche una sola poesia riflettono sempre un angolo di umanità degna anch'essa di grande rispetto e considerazione a prescindere dall'intrinseco, maggiore o minor valore letterario di cui sono portatori.
EsprimendoLe i segni di un mio amichevole rispetto Le porgo distinti saluti e i migliori auguri per il Suo lavoro.

Rino de Rienzo.
Giordano Ghiraldini Commento da Giordano Ghiraldini su 17 Aprile 2009 a 15:49
Sig. Rino de Rienzo,
questo è' un sito di professionisti nel quale credo non si debbano ingaggiare diatribe personali utilizzando, per di più, un linguaggio inappropriato.
Ognuno è libero di agire come ritiene opportuno, ma con il ragionevole limite di non screditare o danneggiare gli altri attraverso il proprio comportamento. Il Sito è pubblico e chi scrive lo deve sempre tenere presente.
Il sig. Sartirana ha espresso un suo parere, senza offenderla. Tutti hanno il diritto di farlo, nell'ambito di un reciproco rispetto, mentre lei ha risposto in modo offensivo, a detrimento della qualità del sito a cui appartengo.

Giordano Ghiraldini

Info su

Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) ha creato questo social network su Ning.

© 2009   Creato da Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio