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Si
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insegnante presso cooperativa accoglienza stranieri
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333-7951993
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romboli.cristiana@libero.it
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pubblico articoli di cultura varia su giornali locali indipendenti e su siti web toscani molte sono anche interviste a personaggi di spicco livornesi e toscani.

Una mia recente intervista apparsa Su "Livorno non stop"

“Una scelta di vita: la monaca Carla e il buddismo”

A poca distanza da Livorno, una mezz'ora di auto, ha sede il più importante centro buddista in Italia e uno dei maggiori in Europa: l'Istituto Lama Tzhon Khapa
L'appuntamento è lì per le 15,30 a Pomaia. Ad attendermi c'è la monaca Carla, responsabile spirituale e coordinatrice del centro. . Entro nel piccolo parcheggio nel verde ed è come se mi lasciassi dietro gli affanni del mondo. Passo tra monaci avvolti nei loro abiti color bordeaux e molti ospiti che si spostano silenziosamente durante le ore di pausa dai corsi all'interno del centro. Tutto qui è scandito da una calma e da un rigore che introduce e induce ad una filosofia di vita ben diversa da quella occidentale. Qui si medita, si riflette, si studia e ci si confronta immersi in una profonda pace, almeno questo è ciò che io percepisco. Non esiste la frenesia dei telefoni cellulari, se non in casi di estrema necessità, si rispetta silenzio e ordine anche nel modo di proporsi agli altri. Carla, puntualissima , mi viene incontro con un sorriso appena accennato, annunciandomi che questo per lei e per il mondo buddista è una data particolarmente triste. Pochi giorni prima, dice, “ha lasciato il corpo”il Venerabile maestro Ghesce Ciapa Ghiatzo che, al di là del ruolo nell'Istituto era il suo personale maestro spirituale. Capisco immediatamente che il suo dolore è forte e sentito mentre mi chiede di avviarci per la nostra chiacchierata nell'interno dell'Istituto. Nella sala da pranzo prendiamo posto in un tavolo un po' appartato e distante dal continuo movimento di corsisti. Iniziamo a parlare. Percepisco intanto intorno a me calore umano e “vibrazioni positive” tra i presenti che sembrano in realtà rappresentare un'unica grande famiglia. Si scambiano saluti, si informano delle condizioni di salute gli uni degli altri e perfino i bambini vengono spesso accuditi non dalla madre soltanto ma anche da altre “compagne” con grande affabilità e attenzione. Carla ha voglia di parlare, raccontare e raccontarsi, così inizia con l'accennarmi brevemente l'origine della nascita dell' interesse da parte dell'occidente per la spiritualità orientale, più o meno intorno al '68. All'epoca alcuni ragazzi italiani si spinsero fino in Nepal dove riuscirono a venire in contatto con il Lama Yesche il quale da tempo sognava di poter “esportare”in occidente la sua filosofia che punta fondamentalmente sulla valorizzazione dell'essenza e dello spirito. Di fatto le esigenze e i bisogni di oriente e occidente si sono incontrate e conciliate nel buddismo. L'istituto di Pomaia, in particolare, mi dice Carla, è sorto grazie alla donazione dei fratelli Luca e Massimo Corona, membri di una facoltosa famiglia locale che lo hanno donato alla fondazione. Il luogo in cui è situato, tutt'altro che casuale, è invece un punto strategicamente studiato sia per le distanze con il resto dell' Italia che per la sua collocazione “energeticamente” favorevole tra colline e mare. Dopo questa breve digressione, Carla inizia con fervore e grazia a parlare di sé. Lei, mi dice, da sempre è stata “predisposta”a conoscere la filosofia del Tibet, da sempre “folgorata “dall'immagine del Budda sia per la posizione di meditazione che per quel suo sguardo assorto e pacificato. Fino ai trenta anni, racconta, ha svolto una vita normale con le mille sofferenze e le battaglie quotidiane di tutti noi. Ha molto lottato e combattuto “sul campo” anche con una militanza attiva nei partiti della sinistra rappresentativi secondo lei dell' ideale difesa verso i più deboli .La sofferenza è sempre stata presente nella sua vita come esperienza personale ma soprattutto come volontà di alleviare quella altrui. .Intorno ai trent'anni parte per l'India per ricercare la pace, una luce, ma prima incontra Pomaia di cui l'affascina un corso in particolare, quello riguardante “l'arte buddista del saper morire”. In India, conosce i Lama, portando con sé quel desiderio mai sopito che l'ha accompagnata in tante lotte di voler “lavorare per gli altri” così come avverte il bisogno urgente di abbattere lo spirito individualista tipico dell'occidente. Tutto, nel suo modo di esistere e intendere il senso della vita, coincide con la filosofia buddista. Così, al ritorno dall'India decide, nonostante le resistenze della famiglia e del suo compagno di allora, di entrare a meditare a Pomaia,
Dapprima avvia una iniziale fase di conoscenza e contatto poi deciderà invece con convinzione di prendere i voti. Il suo essere monaca all'interno dell'Istituto prevede di dover rispettare la castità ma non esiste il precetto dell'obbedienza. Diversamente dal culto cattolico, mi spiega, qui è il discepolo a scegliere il proprio maestro e i maestri supremi sono i Lama del Tibet. La filosofia buddista trova il suo fondamento nella convinzione che ognuno di noi abbia una immensa ricchezza spirituale, un “contenuto psichico” da esplorare, saldamente collegato al cuore e alle sue “vibrazioni”. Si prende avvio da una concezione secondo la quale tutti possediamo una “natura illuminata” con la quale tuttavia non siamo in contatto, un'energia pura che il buddismo riesce a fare individuare agli uomini. Il raggiungimento di tale energia , della parte illuminata che è in ognuno di noi , avviene attraverso un lavoro di analisi che nel culto buddista lascia ad ognuno la possibilità di scelta degli strumenti a lui più consoni: meditazione, confronto, preghiera. Questa è la vera “rivoluzione buddista” dice Carla con occhi particolarmente accesi ed entusiasti. Siamo di fronte, in pratica, al capovolgimento del concetto cristiano secondo cui la grazia arriva dall'alto, ora invece la conquista è attuata da ciascuno di noi attraverso un continuo lavoro di elevazione spirituale durante il quale non si perde mai di vista l'obbiettivo di aiutare gli altri. La conoscenza di noi stessi viene “ messa a disposizione” della crescita altrui. La sua giornata della monaca è molto intensa, si sveglia intorno alle sei e trenta, medita per un'oretta circa poi inizia il suo lavoro di coordinatrice dei corsi, attività che le piace, sostiene, perchè la mette in contatto con molte persone, qui lei sente di ritrovare quella che era la sua originaria spinta verso gli altri. La sera poi rientra nella sua abitazione esterna all'Istituto ma poco distante da lì. In questa apparente serenità cerco di cogliere le sue debolezze, se ci sono, e mi confessa che in effetti la notte è per lei un momento di pensieri e dubbi che le procurano insonnia, insonnia che mi dice ha imparato a combattere con mezzi per lei piacevoli come recitare dei “mantra” (preghiere scandite da ritmi armoniosi e musicali che inducono alla calma interiore). E' arrivato il momento dei saluti, dopo circa un'ora e mezzo di piacevole e interessantissima conversazione e ci congediamo sulla mia domanda : quale sarà il futuro per la “filosofia budddista” Carla si dichiara sicura che un mondo occidentale disorientato e in grave crisi di valori umani e spirituali non potrà non raccogliersi su se stesso e guardare al di là delle apparenze per cercare una verità che ne giustifichi un senso. Sono le certezze di questa piccola donna dai capelli rasati che in un grigio pomeriggio invernale mi ha aperto una nuova prospettiva sulla visione dell'anima. Ci salutiamo con un abbraccio e un sorriso, promettendoci che ci ritroveremo e che confronteremo ancora i nostri cammini, così diversi apparentemente ma in realtà così uniti dall'intento comune di cercare un senso a questa vita.

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Mi presento: sono Cristiana Romboli

Mi chiamo Cristiana, livornese di origine ho fatto studi umanistici vecchia maniera, quelli con il greco e il latino saputi bene per intenderci e da sempre ho dimostrato di avere predisposizione allo scrivere, al parlare, al comunicare in genere.Purtroppo dolorose vicende personali mi hanno "tarpato le ali" sulla via di un percorso che era sicuramente orientato alla carriera giornalistica.Tanta sofferenza ha sicuramente acutizzato in me, già sensibile,una particolare percezione a cogliere gli st… Continua

Post aggiunto il 5 Marzo 2009 alle 15:45 —

Spazio commenti (1 commento)

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Alle 9:22 del 5 Marzo 2009, Guido Mastrobuono (direttore Progetto Cicero) ha detto...


Voglio darle il mio benvenuto come Direttore del Progetto. A questo mio benvenuto seguono alcune informazioni che ritengo le possano essere utili per orientarsi in questa realtà che è prolifica, ampia e libera ma che, per questo motivo, è anche in po’ complessa.

COME PROMUOVERSI
  • Il primo passo per la promozione è completare il profilo con nome , cognome e foto del viso. Non averle è come non essere sul sito.
  • Il secondo è compilare un profilo leggibile ed interessante.
  • Il terzo è iscriversi ai gruppi professionali e scrivere articoli sul forum dei gruppi stessi. Questo passo è importante in quanto questi articoli vengono "proiettati" (cioè fatti leggere) su numerosi altri siti e ciò amplifica l’impatto promozionale dei vostri interventi.
  • Il quarto passo consiste nel farsi certificare il proprio profilo e distinguersi, in quel modo, da coloro che hanno creato il profilo come se fosse una pagina di Facebook.
  • Il quarto consiste nel far vedere (attraverso la mini community) che avete lavorato con molti altri professionisti.
Una volta che avrà creato il suo profilo professionale è fondamentale che
  • ne parli il più possibile nelle vostre pagine, nei vostri blog, nei vostri profili su Linkedin, Facebook, Progetto Cicero e quant'altro,
  • crei collegamenti alla sua pagina su professionisti su più siti possibile.
Questo aumenterà il rank della sua pagina e la farà apparire molto in alto nelle pagine dei motori di ricerca.
Se ha avete tempo di fare questi passi, Professionisti le mette a disposizione i suoi consulenti che ottimizzano il vostro profilo. Dia un’occhiata ai Servizi Premium.


SEZIONE EVENTI - Se li organizzi o vi partecipi

Se organizza un evento importante per la sua attività esiste une sezione Eventi”.
Per cerare un evento c'è un icona "Add Event" situata in alto a destra nella sezione eventi.
Insomma, qualsiasi cosa organizza, non si dimentichi di segnalarcela.


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La invito inoltre guardare la rivista dei professionisti (alla pagina http://www.progettocicero.org/occasioni/professionisti/) oppure a svagarsi leggendo delle attività culturali del Progetto Cicero che sono raggiungibili attraverso la Channels’ Map sita lato destro della pagina principale del progetto.

Qualsiasi dubbio, guardi le istruzioni per l’uso o mi chieda liberamente.


Cordiali saluti

Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)
 
 
 

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